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La nuova casa di Silvia

Ottobre è un mese di rivelazioni. Il tempo si inizia a mostrare freddo, in attesa del gelido inverno, e i negozi d’abbigliamento timidamente s’offrono d’abbassare il prezzo; perché perfino a gennaio la gente, con i saldi, non compra più.

Silvia ogni anno cambia casa. E’ stata in Circonvallazione, a Borgo Giannotti, in Via Fillungo (già via delle mutande), in San Frediano. Adesso, e da quasi due anni, si è fermata in periferia, nella campagna appena fuori le Mura, dove l’erba si chiama erbaccia e le api entrano da dentro le finestre.
Di lavoro Silvia fa la viaggiatrice, e così nell’agosto non ha avuto né tempo, né voglia, di andare a cercare una nuova casa. Quelli delle agenzie la conoscono a memoria e quando la incontrano, per strada, si fanno gomitino. “Eccola, quella è l’incontentabile che trova ovunque magagne” si dicono. A Silvia non importa, e tira dritto.
Adesso, dopo un lungo girovagare, era convinta d’aver trovato la sistemazione giusta: due camere da letto (lei è sola), due bagni (uno solo per tenerci i trucchi), un piccolo terrazzino, la cucina e un salottino. Abbastanza per contenere tutta la sua vita degli ultimi trent’anni senza vomitare pezzi di ricordi ovunque.
“Non male”
scherza lei, riferendosi al silenzio inquietante della provincia nella provincia, fatta di strilli ovattati e di macchine che procedono, per la via, come vecchi artritici.
Quando a fine settembre Silvia è tornata, dopo un estenuante viaggio a Nord del Pakistan durato quattro mesi, era contenta: tutti quegli odori, quelle grida, quelle vite si sarebbero sciolti nella sua tranquilla casina.
Peccato che le cose cambino e che, durante la primavera, la vecchietta che abitava sul suo pianerottolo sia morta. La casa, identica alla sua come succede nelle villette a schiera divise in appartamenti gemelli, l’hanno presa due coppie di siciliani appena venticinquenni che la notte, fino all’alba, schiamazzano.
Ieri sera, mentre guardava X-factor sprofondata sul divano, Silvia ha sentito un urlo, e poi subito un altro. Ha pensato di chiamare la polizia, di lamentare un’orgia, ma già sapeva che l’avrebbero liquidata con una risata e così, all’alba, ha iniziato a fare i pacchi. Il tizio dell’agenzia, quando ha sentito la sua voce, è stato gentile. Infondo, la crisi degli affitti è realtà e non c’è niente di meglio di una cliente incontentabile..

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