L’incontro

Cara Margherita,
tutto ci è avverso e posso solo credere, adesso, che non sia questo il nostro mondo, che non sia questo il nostro tempo. L’unica opportunità che ci è concessa è quella di arrenderci, ma io ti giuro che mai amerò una donna come feci con te.
Non te l’ho mai detto, ma la notte sovente mi svegliavo per contemplare il tuo volto gentile e in quei momenti mi domandavo: se Arianna fosse stata così bella, come potette Teseo fuggirle? Adesso conosco la risposta che non è nella storia degli uomini, ma nella vita crudele che separa gli amanti come fa con le stagioni. Non ci sono però foglie né frutti nel mio orizzonte. In questo momento lo spazio è solo per un temporale violento e distruttore che mi riporta in Germania, per vivere ancora, ma senza di te. Margherita, un mondo sei tu; ma pur senza l’amore non sarà mondo il mondo, e nemmeno Roma, Roma.
Ti ho lasciato un dono che presto ti arriverà e a seguire ne riceverai degli altri, perché la mia lontananza sarà vera ma tenterò di rendertela dolce. Tutte le volte che guarderai il cielo sarà come vederlo insieme, e nelle striature delle nuvole ci ritroveremo vicini, al pari di angeli che vegliano sugli uomini e sui loro sentimenti.
Non essere triste, bambina mia. Mai potrò dimenticarti, e ogni cosa che farò, anche se sarà dedicata ad altri, io l’agirò per te. Nel mio cuore adesso matura il tempo per portare a compimento quell’opera che, grazie alla tua curiosità, germogliò in me, quasi fosse un fiore. La teoria dei colori, dei miei e dei nostri colori, sarà frutto degli esperimenti consumati insieme. E ora ti prego, mia dolce ragazzina romana, di non dimenticarmi e di guardare il mondo come hai fatto fin ora, apprezzando quelle luci e quelle sfumature come regali che io decifrerò per te, perché ogni rosso, ogni azzurro, ogni giallo spiegherò al mondo che ha origine dall’occhio e dall’occhio trasmette al cuore quel sentimento che lo fa sopravvivere come emozione.
È l’amore, Margherita mia, l’unica soluzione.
Tuo, eterno come la lunga eclissi in cui consumammo il nostro primo amore,
Filippo

Da “L’incontro” di Lorenzo Sarti

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