Miss Italia, per un chilo di troppo

Sessanta sorrisi tutti uguali. Tre ragazze escluse per foto sconvenienti. La “bellezza legalizzata” concessa alle taglie 44. Un milione di euro sborsato da Montecatini per scippare il baraccone mediatico, dopo 41 anni di legame, a Salsomaggiore. Settantadue anni di vita.
Sono questi i numeri del concorso di bellezza più celebrato e criticato d’Italia, che si prepara questa sera alla partenza in grande spolvero su Rai Uno con la conduzione di Fabrizio Frizzi che, dopo aver incoronato Miss per quindici anni e aver placidamente aspettato il suo turno in panchina per gli ultimi nove, oggi viene richiamato al lavoro perché considerato “equilibrato e rassicurante” dall’organizzatrice del concorso Patrizia Mirigliani che dal padre Enzo, oggi 94enne, ha avuto in eredità la kermesse.
Forse Mirigliani ha dimenticato che nell’ultimo decennio ha preferito al bravo Frizzi, Carlo Conti, Milly Carlucci e la coppia peggio assortita della storia della televisione italiana, nonché quella più involontariamente comica, Mike Bongiorno e Loretta Goggi. Fatto sta che, adesso, secondo lei Frizzi e Frizzi soltanto è la persona giusta per eleggere “una miss che esprima i concetti di normalità, di tranquillità e di famiglia”. È quindi lecito, oltre che naturale, chiedersi che cosa intenda Mirigliani per “normalità” e “tranquillità” e quali astrusi concetti esprimessero le precedenti vincitrici.
È poi altrettanto doveroso domandarsi che significato abbia – oltre a quello pubblicitario, s’intende – l’apertura ufficiale del concorso alla taglia 44, la novità di maggior rilievo di quest’edizione, seguita a ruota dalla sterile polemica che ha accompagnato per mesi il cambio di location dall’Emilia Romagna alla più benefattrice Toscana. Da oggi, finalmente anche le giovani considerate “in carne”, per il semplice fatto di indossare una taglia comune e salutare come la 44, avranno la possibilità di partecipare al concorso. E per sottolineare bene tale riformismo è stato introdotto perfino un titolo, “Miss Curve d’Italia Elena Mirò”, dedicato esclusivamente a giovani che indossano la fatidica 44. Titolo ovviamente sponsorizzato dalla casa di moda piemontese del gruppo Miroglio, che sul web dedica grande spazio all’iniziativa con tanto di video, postati anche su youtube, dove le miss in gara ringraziano il brand per “averci dato una possibilità”.
La ghettizzazione è già così lampante, che appare alquanto inutile raccontare dettagliatamente delle fotografie fatte al gruppo delle “miss curve” e poi pubblicizzate su siti internet e giornali, o delle riserve volutamente scelte fra le taglie 44. Anche perché il buonismo ipocrita che circonda l’impresa, quasi nessuno si accorgesse del messaggio sbagliato che si dà alle giovani donne già bombardate quotidianamente da messaggi corporei incoraggianti un’eccessiva magrezza contrapposta a una procacità bombastica, assume i contorni della farsa se contestualizzato nella filosofia della Mirigliani, secondo cui si tratta di “un’apertura importante, doverosa e soprattutto epocale, che come tutte le novità importanti avrà bisogno di tempo per entrare a regime. Di taglie 44 in passato ne abbiamo avute in concorso e dunque la novità di quest’anno non va cercata nel via libera alla partecipazione, ma come consacrazione di bellezza legalizzata”. Insomma, c’è di che rabbrividire. Ci voleva Miss Italia per legalizzare la taglia 44. Ci voleva Miss Italia per sottolineare un concetto così sconfortante: che una ragazza taglia 42 è tanto diversa da una 44 da dover meritare una fascia diversa e delle “quote” per accedere al concorso.
Discorso a parte, comunque, merita l’anacronismo della kermesse e la fatica con cui Miss Italia ha provato a stare al passo con i tempi. Poco importa che siano state abolite le misure (era il 1990 e il suggerimento venne dall’allora presidente di giuria Maurizio Costanzo), accettate le mamme (anche se nel 1987 avere un figlio costò alla bellissima Mirka Viola la vittoria) e perfino i tatuaggi. Poco importa che adesso Mirigliani, ultimo baluardo della nostrana pudicizia, si dimostri irremovibile su una cosa soltanto: la cancellazione del fatidico “articolo 8”, nel regolamento da oltre 50 anni, che vuole “mai ritratte in pose di nudo o comunque sconvenienti” le ragazze. Vittime consenzienti quest’anno sono state ben tre giovani che, manco a dirlo, sono state sostituite con rapida efficienza. Perché tante sono le giovani italiane che sembrano avere bisogno di visibilità, poco importa che abbiano una laurea nel cassetto, la medaglia di un campionato italiano al collo o sappiano fare qualcosa di più che sorridere, sentirsi a proprio agio in costume da bagno, prestarsi a comiche scenette dove, a metà fra la recitazione e il canto, devono “far vedere quello che sanno fare”. Come se tutto iniziasse e finisse su quel palcoscenico, con lo spegnersi delle luci e l’incoronazione della più bella che, spesso, più bella non è.
Ma Miss Italia è proprio questo. La necessaria rincorsa alla frivolezza, al dettaglio, alla sciocchezza: chi ha quest’anno i capelli più corti del gruppo? Vincerà la rossa naturale o la rossa tinta? Ci sarà mai, dopo Denny Méndez, un’altra Miss di colore? Chi è la più carina del gruppo? E intanto sul palco le ragazze sfilano, tengono la pancia in dentro, muovono il bacino e, come accadde l’anno scorso, sono perfino costrette a prendere degli umilianti voti dai giudici, con tanto di paletta uguale a quella utilizzata nelle mostre canine. Ma loro, le ragazze, sorridono. Sorridono sempre. Perché sanno come sedurre e anche se sono nate nel 1991, 1992, 1993 (da quest’anno le miss devono essere almeno maggiorenni) hanno negli occhi la carriera fortunata di Martina Colombari, di Mara Carfagna, di Anna Valle, ma anche di Cristina Chiabotto e Miriam Leone, per non parlare di quelle ambiziose come Claudia Andreatti, eletta nel 2006, che dopo anni di annunci televisivi e comparsate riuscirà a raggiungere il suo posto sul piccolo schermo: presenterà la finale con Frizzi, con i suoi capelli a caschetto, il suo sorriso smagliante e l’aria ambiziosa di una ragazza che non si ferma davanti a niente, che ha imparato sulla sua pelle il motto di un’altra aspirante Miss, che partecipò nel 1986 e il cui nome è Simona Ventura: “Crederci sempre, arrendersi mai”. Sono lontane Lucia Bosè, incoronata sedicenne nel 1947, e Sofia Loren. Perché adesso tutte le aspiranti miss, che infrangano o meno l’articolo 8, conoscono bene il valore del corpo e quanto sia facile usarlo per conquistare il palco per due serate, e poi viaggiare con la fantasia per lidi molti più remunerativi e popolari: un grande fratello (come Eleonora Daniele prima, Rosa Baiano poi), una fiction, un film, una televendita.
A volte, però, capita che anche la bella di turno conosca un’incidente di percorso. Esattamente come è successo Francesca Testasecca, occhi azzurri e lunghi capelli corvini, che l’anno scorso aveva incantato l’Italia con il suo fisico: 48 kg per 1.74 cm. Iniziato “il fantastico anno da Miss”, la vita di Francesca ha avuto un crollo. Il fidanzato l’ha lasciata, è caduta in depressione e ha preso 10 kg, anche se per i maligni erano quasi il doppio. A luglio sulla bilancia pesava 63 kg, più o meno quelli di una bella 44. Ma a una Miss non è permesso essere normale (figuriamoci un po’ sovrappeso!), e così Francesca si è messa a dieta e svelta svelta ha riacquistato la forma fisica necessaria al passaggio di corona. A quel momento in cui la telecamera la inquadrerà, e lei sarà magra e bellissima.
Chissà cosa penserebbe Mario Soldati che, come orgogliosamente riporta anche il sito web della manifestazione, definiva Miss Italia “come la Ferrari, il Campionato di calcio e il Festival di Sanremo. Un evento nazional-popolare che coinvolge milioni di persone”. Chissà cosa penserebbe di queste sessanta ragazze, emancipate e sorridenti, adesso che la sua Italia innocente e genuina, offuscata dagli scandali e dalla guerra di share, non è più in bianco e nero, ma in technicolor. Adesso che verrebbe da chiedersi che cosa resta. Forse un paese che sembra aver perso tutto, soprattutto se stesso.

Oggi, domenica 18 settembre 2011, su Il Riformista

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...