Adagio, Adagio

Santa Maria Novella è la stazione più sporca d’Italia, ma quando ci arrivo – dopo aver scorrazzato per un centro affollato di turisti e fiorentini nevrotici – ho troppa fame per pensare alla pulizia. E’ l’ora di pranzo e davanti a me ho due scelte, perché il digiuno nemmeno lo prendo in considerazione. Un panino al bar gestito dal gruppo Autogrill o un panino da McDonald’s. Sto per entrare nel bar, quando un’immagine mi torna in mente. E’ Gualtiero Marchesi. Il padre della cucina Italiana. Il genio. Lui.

E allora mi dico, vai ad assaggiare la pubblicizzatissima nuova “collezione” di Gualtiero per McDonald’s. Non importa se non ci vai da mesi (anni?), non importa se sai cosa c’è dietro quella carne (e chi non lo sa, ormai), perché se Gualtiero che sceglie personalmente la sua carne dal macellaio sa cosa ci fa mettere dentro. E se uno che è amato e rispettato in tutta Italia ha permesso che il suo nome fosse usato per questa limpida operazione di marketing e ha messo in discussione (in gioco no, perché i mostri sacri non amano giocare sulla propria pelle e sanno quando la posta è troppo alta, sanno che gli italiani come diceva Sciascia hanno la memoria molto breve) la sua reputazione, vuol dire che deve essere qualcosa di eccezionale.. Qualcosa in cui crede (oltre i soldi).

Entro da Mac. L’odore è quello di sempre: patatine strafritte, una fila di extracomunitari, americani obesi e viaggiatori annoiati. Prendo il panino, che è il più caro fra tutti, e me lo porto in treno. Ha un nome romantico: Adagio.
Lo mangio in silenzio, cercando di capire perché ho appena speso 4.90 per una cosa così poco armonica e visibilmente di pessima qualità, perché non ho il coraggio di buttarlo (ho troppa fame) o di reagire in qualche modo. Di prendermela con me stessa, perché dovevo saperlo che Marchesi si è venuto l’anima e mettere un’acida polpa di melanzana con un acido pomodoro, su un pane di zucchero ricoperto di nocciole (unica nota piacevole di tutto l’assemblaggio) con una carne cotta male, troppo sottile e anche un po’ bruciacchiata.. Dovevo saperlo, ma ancora una volta mi sono fidata della pubblicità. Mi sono fidata di Marchesi. Un’eccellenza italiana che è sceso, sbagliando, a un brutto compromesso.

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One thought on “Adagio, Adagio

  1. grazie a questa recensione l’adagio eviterò di provarlo.
    è come se lo avessi assaggiato, so già che non mi piacerebbe.
    grazie flavia, mi hai fatto risparmiare euro 4,90.
    però c’è anche il vivace, lo sapevi? mmmmm….:-)
    gli ingredienti:
    “Bacon Montana e carne Inalca (entrambi marchi del Gruppo Cremonini), spinaci saltati e cipolle marinate Eurochef, pane dalla sede italiana dello storico panificio East Balt, voluto dal fondatore di McDonald’s Roy Kroc”.

    non so se vomitare o assaggiarlo al più presto!

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