Tutto, niente

Maria De Filippi

Sulla copertina dell’esordio narrativo del romano Emanuele Kraushaar c’è una Maria De Filippi giovane. Un sorriso appena accennato, sguardo affilato, capelli biondi e spettinati. Per non lasciare dubbi – che il libro parli proprio di lei, di Maria – c’è anche un titolo esplicativo: “Maria de Filippi”. Ma più che della De Filippi, questo agile librino fulminante come un cortocircuito e spesso divertente, racconta la nostra società catodica, e quindi di riflesso quella italiana. Quella dei tornisti e dei corteggiatori, giovani, palestrati, spesso stupidi, sempre burini, caciaroni, ignoranti, volgari, ossessionati dal sesso e dalle donne. Donne. Ce ne sono tante, spesso schiave della discoteca, della minigonna, dell’aspetto fisico tanto loro quanto dei presunti possibili fidanzati. Donne che fanno pietà. Donne disperate. E, sopra tutto, Maria. La Madonna secondo Kraushaar.
Emanuele Kraushaar
“Maria de Filippi”
Alet, pp. 138

<em>Ogni venerdì un libro. </em>

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