La pensilina di Sara Casotti

Pensilina Vonnegut non è una persona, né un’idea. Non è un luogo. Non solo, almeno. “Pensilina Vonnegut” – che prende il nome dell’indimenticato scrittore americano Kurt Vonnegut – è un po’ tutte e tre le cose. E, forse, davvero nessuna.

È un nascondiglio, non troppo segreto a dir la verità, dove vengono lasciati i libri, tutti i tipi di libri a patto che siano belli, e dove si intrecciano le storie di Lara, Marco e Cristina, che non potrebbero essere più diversi eppure amano, odiano, si smarriscono e cercano di ritrovarsi alla stessa maniera.

E sta tutta qui – in un gorgo di emozioni, di paure e di occasioni – la bravura della lucchese Sara Casotti, qui al suo primo romanzo, che ormai dieci anni fa ha lasciato la sua Toscana per trasferirsi a Milano. Adesso Casotti, dopo una laurea in scienze della comunicazione all’Università di Siena e aver frequentato il prestigioso Hunter College di New York, scrive per la televisione.

Ha firmato programmi per Mtv e Rai2, ma la sua prosa è quella incontaminata e necessaria di una scrittrice ambiziosa che guarda al mondo con curiosità e attesa. La sua è una scrittura priva di quei giochetti da quattro soldi da cui metteva in guardia Carver, ed è in grado di imprigionare la vita in una battuta, in uno sguardo, in un gesto. È in grado di imprigionare in un libro, che in realtà è un’epopea sul libro perché si nutre di storie di romanzi tanto quanto della disperazione delle “vite degli altri”, il perché a volte ci capita di imbatterci in “qualcosa di piccolo e insignificante che, proprio nel suo essere niente” ci ricorda di essere vivi. Il perché “anche quando sei sicuro che qualcosa sia in un posto continui a cercare lì anche contro l’evidenza”.

Il perché, insomma, la vita sia così incomprensibile e, a tratti, perfino meravigliosa.

Fra personaggi che vivono nelle loro assurde ossessioni, come l’ingegnere Luciano, e che fuggono dalla realtà per abitare esclusivamente il passato, come nonno Pietro, Sara Casotti con Pensilina Vonnegut firma un romanzo intenso e toccante fin dal memorabile dialogo iniziale – “Lo sai che non ho mai fatto un pupazzo di neve?” “Nemmeno io” “Secondo te, quanta neve serve?” “Se nevicasse tutta la notte…” “Non ce ne sarà abbastanza. Domani pioverà e si scioglierà tutto” “E allora faremo pupazzi di pioggia” – ed è certo che di lei si sentirà presto, e sicuramente bene, ancora parlare.

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One thought on “La pensilina di Sara Casotti

  1. Condivido pienamente. E’ stato un regalo ricevuto a Natale, proprio un bel regalo… piacevole, scorrevole, e “umano”. Spero ne scriva presto altri!

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