L’Insonnia, anche stanotte

Lo aspettava. Fra poco lui sarebbe arrivato, sarebbero andati al motel oltre il Raccordo, avrebbero fatto l’amore e poi una lunga doccia, per perdere l’odore. Con il tramonto, sarebbero tornati a casa. Lui da sua moglie, lei da Cesare.
Erano le quattro. Le macchine passavano lente sul lungotevere, e intanto un’ora era già passata. Lei provò a chiamarlo, al terzo squillo rispose una donna. “Chi sei?” chiese. Doveva essere l’altra, e per la prima volta Martina non seppe cosa dire. E allora, disse l’unica cosa vera: “Io non sono nessuno”.

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