Una storia personale

Lajatico

Valeria è fidanzata con Sandro. Crede di essere l’unica (convinzione quantomeno condivisibile dopo una relazione che dura un anno e mezzo, con presentazioni in famiglie, cene tutti insieme e così via). Scopre, invece, che lui da 4 anni (4 anni!) ha un’altra fidanzata. Una vera fidanzata. Quella ufficiale con cui passa il Natale, la Pasqua, il Capodanno. Quella, insomma, che gioca in serie A.
Valeria reagisce male. Piange, smette di mangiare, si sente morire. Si sente presa in giro, non capisce come ha fatto a essere così cretina. “Sono stata una stupida” mi dice, e io non so cosa risponderle tranne che, quando si parla di cuore, gli occhi smettono di vedere. Guardano e basta.
Tutti le dicono di andare dalla fidanzata e di raccontare la verità, di rovinare la vita di quel ragazzo di buona famiglia che sembrava tanto affettuoso e carino, e invece viveva una vita doppia: un numero di telefono per Valeria, uno per tutto il resto del mondo; un aperitivo il sabato sera con Valeria, la cena e la notte con l’altra.
Tutti insistono, le dicono di uscire con il migliore amico di lui, di andare a sbandierare la verità alla città, ma Valeria non cede: lei vuole che quella storia rimanga segreta, non vuole farlo soffrire, anche perché lei e lui adesso andranno a convivere – e per questo che il miglior amico di lui, un po’ innamorato e un po’ arrabbiato, si è deciso a raccontarle la verità.

Valeria piange, aspetta, spera che lui torni per cacciarlo. Spera così tanto che poi qualcosa accade. Ma non è quello che vorrebbe. E, così, scopre di essere incinta. Quando lo sa, chiama quell’uomo schifoso che l’ha fatta soffrire. Lui non usa mezzi termini: “Pago tutto io, ma andiamo ad abortire” dice. Valeria sa che è quello che vuole, non può avere un figlio non adesso che non ha neppure un lavoro, eppure la domanda di lui la lascia senza parole. “Ma sei sicuro che sia mio?” domanda. “Ma sei sicuro che sia suo?” domanda anche la madre di lui, che di figli ne ha partoriti quattro, e ha sempre saputo la doppia vita di lui. Ed ecco qui la verità: la colpa è sempre delle donne, quando guardano e non sanno vedere. Quando sono vittime e diventano puttane.

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