L’allarme, e nessuna risposta

 

Dall’inizio dell’anno, in Italia, sono morte 54 donne. Dall’inizio dell’anno sono passati 119 giorni. Ogni due giorni una donna è stata uccisa. E’ proprio vero che, a volte, i dati parlano meglio di qualsiasi parola, di qualsiasi immagine, di qualsiasi pensiero. I dati fotografano quello che siamo: un Paese violento. Un Paese dove il retaggio della violenza sulle donne, che sono madri e mogli e fidanzate – solo dopo persone, non è ancora scomparso. Anzi, è più vivo che mai.

Eppure qualcosa si sta muovendo. Nascono movimenti, ci sono parole e dibattiti. Qualcosa si sta muovendo. Già, mi sembra il titolo di un articolo di quarant’anni fa. Quando le donne scendevano in piazza e rivendicavano i loro diritti. Quando Franca Viola era una storia che sembrava fuori dal tempo e dal mondo. Eppure, nella Sicilia di Franca Viola la violenza oggi più che mai pulsa. E la storia di Vanessa, vent’anni e un fidanzato che l’ha strangolata per aver pronunciato al momento sbagliato il nome di un altro, raccontato come è lontano l’equilibrio della ragione. Quanto è presente, soltanto, la ragione della violenza.

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