Moda e Stile

Primavera Estate 2014: ecco cosa diventeremo

tubino neroQuesta primavera saremo sportive, fotografie deambulanti, afrikaner o opere d’arte. In alternativa, saremo eleganti signore e signorine in eterni tubini neri con accessori dai colori pastello, borse dalle lunghissime frange e capelli naturali.

Parola, anzi tendenza, delle passerelle di Milano, Londra, New York e Parigi che propongono abiti dalle fantasie geometriche allo stile di Valentino, vestiti ispirati all’Oriente come nel caso di Missoni, a stampe naturali nella splendida collezione di Antonio Marras, o al Tribal Africa che, con patchwork e colpi di pennello, è protagonista delle collezioni di Diane Von Furstemberg, di Marni e di Jil Sandler. Non mancano look orientati all’arte moderna, come nel caso di Prada e di Emilio Pucci che sono un trionfo di meravigliose, immettibili, esagerazioni; più frequentabili le proposte bon ton di Blumarine, DKNY e di BCBG Max Azria.

Per le sportive ossessionate dalla comodità, quelle che avrebbero dunque fatto orrore a Jackie Kennedy e a Diana Vreeland, va a battesimo lo sporty stile; tutte le case di moda ne hanno dato esempio facendo sfilare almeno una felpa, ma c’è anche chi, come Fendi, Gucci, Celine o Victoria Beckham ne hanno fatto la cifra della propria sfilata. Saranno pure oggetti chicchissimi, ma sembrano comunque appena usciti da una palestra. L’epoca di Claire McCardell, che negli anni Quaranta fece capi di streetwear dei leggings e delle slippers da ballerina, sembra lontano un secolo.

Per le taglie 38/40 (alle altre è consigliato astenersi) un vero e proprio must saranno le trasparenze, adesso esercitate attraverso inserti di tessuti velati, adesso con delle reti. A conferma che “la moda è fatta per diventar fuori moda”, come ripeteva Coco Chanel, sono pochi i capi che sembrano destinati a durare più di una stagione. Eccetto, naturalmente, proprio il little black dress di Madame Coco, che è stato presentato in una versione aggiornata in ogni sfilata. Fra scolli, trasparenze, inserti animalier, la migliore trasformazione è certamente quella operata dai siciliani Dolce&Gabbana che continuano a pescare dall’armadio dei ricordi, e questa volta ne tirano fuori pizzi sensuali e preziose tiare per ricordare che sì, ogni donna è (o almeno aspira a essere) una principessa.

Quanto agli accessori: le borse sono per lo più mini o maxi, a conferma che la moda si nutre di eccessi anche in tempi di crisi, mentre le scarpe si colorano di bianco e nero, o di tonalità pastello. I tacchi quando non sono mid-heel, diventano decoratissimi, come quello vertiginoso in bambù di Gucci, o in legno di Jil Sander. Fra le flat se la giocano le ballerine, che da almeno dieci anni non saltano una sfilata, e le espadrilles che devono il loro ritorno già un paio di collezioni fa a Karl Lagerfeld e alla maison Chanel. Non mancano le forme geometriche e i sandali, che sono tutti un cinturino: alla caviglia, intorno alle dita, a fasciare la pianta. L’opera più inquietante è di Lavin. C’è da scommettere che sarà un successo.

Questo articolo è uscito sabato 15 febbraio 2014 su Pagina99 WE

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