Milano, autunno inverno 2014

Fendi

Vale tutto e il contrario di tutto. Purché sia bello, e preferibilmente lussuoso. Da Londra, dove i défilés sono stati protagonisti dal 14 al 18 febbraio, a Milano, dove sono cominciati mercoledì, non è mai stato tanto inverno sulla passerella, e così primavera fuori. Già, perché se a sfilare sono state modelle impellicciate, con elegantissimi abiti e lunghi stivali, l’interminabile florilegio di bloggers e it girls, locali o internazionali, accreditate o ancora terribilmente aspiranti, ha dato prova di eroica resistenza al freddo con leggerissimi abiti di organza, ingiustificati occhiali da sole, graziosi abbinamenti discolored. Non sono mancate le freddolose che, sotto abiti in seta, hanno indossato pantaloni oversize in felpa o calze coprenti e fluorescenti di almeno 120 denari.

Da Londra arrivano gli accessori di Anya Hindmarch, creatrice sette anni fa della borsa slogan I’m not a plastic bag, che libera adesso la sua ispirazione fra gli scaffali di un centro commerciale; ma anche le lussuose stole in pelliccia di Marques’Almeida, il côte chic di Erdem che ha scelto un’intrigante passerella scarlatta e la meravigliosa, irrinunciabile, elegantissima dark lady di Tom Ford. E se Burberry’s ha tirato fuori il suo lato selvaggio nei toni dell’autunno, proponendo una misteriosa guerriera urbana avvolta però in morbide stole, improponibili si sono purtroppo mostrate le geometrie di JW Anderson e di Peter Pilotto, più seducenti che creative.

Freneticissime le sfilate milanesi che, con ben 143 collezioni, mettono in scena tutto il Made in Italy e le sue infinite suggestioni. Dall’ispirazione cartoon di Jeremy Scott per Moschino a quella gitan-chic di Twin Set, dalle atmosfere futuristiche proposte dal messinese Fausto Puglisi alla sexy lingerie di Francesco Sconamiglio. La donna è romantica per Blugirl, bon ton per Elisabetta Franchi, metropolitana per Max Mara, intellettuale per Prada. E, ancora, adolescenziale per Frankie Morello, autunnale con tanto di foglie e di piume per Alberta Ferretti, rich-clochard per Alessandro Dell’Acqua e il suo N°21. Onnipresente la supermodella Cara Delevingne che, con un parka scuro dal copricapo in volpe, ha guidato la marcia delle eleganti aviatrici, ispirate a quella leggenda che è stata Amelia Earhart, proposte da Venturina Fendi e Karl Lagerfeld. Chic anche lo stile secondo Frida Giannini che per Gucci, con stivaloni al ginocchio e abiti in pelle, è in puro revival anni Sessanta.

Fra Bottega Veneta e Giorgio Armani, lo show continuerà fino a lunedì. Ma, intanto, si sa: alle sfilate si va per essere guardati, per guardare, per copiare o, come si continua a dire da ormai cinquant’anni, per ispirarsi. Il ritmo è per tutti insostenibile, qualcuna sviene, a qualcun’altra si sbava il rossetto. Poi piove, gli uomini tirano fuori gli ombrelli, delle ragazze sollevano un po’ il cappottino sopra le acconciature splashlights; le più stoiche sopportano scuotendo la testa un poco a destra, un poco a sinistra; già si discute di Parigi. La pioggia, incurante, continua a cadere. Gli stilisti e i buyer internazionali non si lamentano. Si sa: collezione bagnata, collezione fortunata.

Burberry's

Questo articolo è uscito su Pagina99 WE il 22 febbraio

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