Donne, Moda, Moda e Stile, The Meaning, Tutto, niente

Intervistando Giorgio Riello

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Qualche giorno fa ho terminato la lettura dello splendido libro di Giorgio Riello “La Moda – una storia dal Medioevo a oggi” (Laterza) e allora, visto che l’avevo intervistato qualche anno fa per il suo libro sulle scarpe (Scarpe – Angelo Colla Editore), ho pensato di fargli qualche domanda su un argomento che mi sta molto a cuore: cultura, sottocultura e tendenza. Si tratta di un tema molto interessante, e leggendo il libro capirete perché, tanto dal punto di vista personale quanto quello commerciale; soprattutto: coinvolge tutti noi, che lo vogliamo o meno.

Che differenza c’è fra sottocultura e tendenza?
Direi che a differenza di una tendenza, una sottocultura deve avere un senso di identità. Spesso una sottocultura propone concetti, idee e forme sartoriali che accomunano le persone (giovani) e danno loro una nuova identità. La maggior parte delle sottoculture hanno anche un progetto ‘eversivo’, d’opposizione alla cultura dominante anche se in anni recenti le sottoculture sono diventate a far parte dell’industria della moda e del cosiddetto ‘fashion system’. Una tendenza è invece più passeggera di una sottocultura e meno ben delineata.
Qual è stata la prima sottocultura?
Spesso si dice che la prima sottocultura sia stata quella dei Zoot Suits negli anni Trenta in America, ma ritengo che la prima vera sottocultura sua quella del Dandy a partire dalla seconda decade dell’Ottocento. Il Dandy si oppone alla cultura borghese e lo fa attraverso il vestiario, un abbigliamento curatissimo nei dettagli e rigorosamente nero. 
E la prima tendenza (una in tempi antichi e una in tempi moderni)?
Le prime tendenze appaiono verso la fine del vecchi regime ed inaugurano una nuova fase ‘di modernità’ per la moda. Mi riferisco ad esempio ai cosiddetti maccaroni, giovani inglesi che negli anni Sessanta a Settanta del Settencento si vestono alla francese e adottano un abbigliamento ‘esagerato’ caratterizzato da grandi parrucche (spesso con talco colorato), enormi bottoni e fibbie, e maniere super-raffinate. Durante la Rivoluzione francese abbiamo invece gli Incroyables (e la versione femminiel che si chiama merveilleuses) che nuovamente adottano un lusso esagerato durante il periodo del Direttorio. Si tratta della prima contro-tendenza.
Quali sono le tendenze più diffuse al momento a Londra?
Oggi come oggi le sottoculture sono morte (quella degli Emo è forse l’ultimo bastione ma un po’ senza fiato) e forse è meglio andare ad analizzare le tendenze. Recentemente, per un lavoro che sto facendo sul lusso, ho guardato parecchi video (stile Youtube) di giovani (specie donne) che comprano abbigliamento e accessori e poi fanno un ‘posting’ su internet. E’ interessante che il mondo delle tendenze non è più quello delle metropoli e delle capitali della moda, ma lo spazio web. Per cui si può essere un teenager a Birmingham (England) o Birmingham (Alabama) ed essere al centro di nuove tendenze, di fatto creatore di tendenze.
E in Italia?
Qua passo perché non vivo in Italia da 17 anni per cui son fermo agli anni ’90!

 

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