Donne, Parole, Polvere, Radio, Tutto, niente

Erica Mou, frammenti di un’intervista

ericamou

 

Erica Mou ha un viso gentile, d’altri tempi. Gli occhi grandi e scuri, l’ovale allungato, un sorriso che si apre spontaneo a ogni parola, fa intravedere i lunghi e bianchi denti, rende anche le frasi musica. Erica Mou sembra una poesia, e con i suoi modi delicati da bambina – la frangetta, i capelli lunghi, l’aria un po’ imbarazzata – nel 2012 ha fatto innamorare mezza Italia grazie alla sua partecipazione nella categoria Giovani al Festival di Sanremo. Allora non vinse. Il premio se lo portò a casa Alessandro Casillo, già noto al grande pubblico per la partecipazione alla mediocrissima trasmissione di Antonella Clerici Io canto. Erica però si distinse e venne insignita del prestigioso Premio della critica Mia Martini e del Premio Sala Stampa Radio Tv.

Non male per una che fino al giorno prima se ne stava davanti a una “siepe di corbezzoli bellissima” e sognava di vivere di musica. Non male per una che arrivava da Bisceglie, aveva sforbiciato il cognome (che in realtà è Musci), e sognava da sempre di fare della musica la sua vita. “Ho iniziato – mi racconta – a prendere lezioni di canto quando avevo cinque anni. Poi ho avuto la fortuna di frequentare una scuola media con il corso sperimentale di musica. E così, a undici anni è nato il mio amore per la chitarra”. Una chitarra che è sempre stata coprotagonista di tutti i suoi album, e che ha seguito Erica negli ultimi due anni che sono stati un turbinio di cose: due album, centinaia di concerti, numerosi premi.

“La musica adesso è protagonista della mia vita, ma a volte penso che un po’ dell’intensità che mi trasmetteva a quattordici, quindici, sedici anni si sia persa. A volte penso di essermi abituata alla musica, al vivere di musica, e questo mi rattrista. Fortunatamente, come l’altro giorno, succede qualcosa che mi fa ricredere. Avevo finito un concerto, stavo sotto casa, barricata in macchina. Fuori pioveva. A un certo punto comincia la splendida Lover you should’ve come over di Jeff Buckley. E capisco che sono dentro il mio sogno”. Sembra una favola, gli elementi ci sono tutti: l’aspirante cantante, il talento, una famiglia che non si è mai tirata indietro (“La mia famiglia c’è stata sempre, davvero. E sarebbe stata al mio fianco anche se avessi intrapreso un percorso diverso. Mi hanno sempre spinta a coltivare la musica, ad amare la cultura senza pensare al successo”).

Manca soltanto la fata turchina. Anzi, c’è anche lei: Caterina Caselli, il caschetto biondo della musica italiana. Le due si incontrano, lei si innamora di Erika, le fa un contratto con la sua Sugar, la segue e ne raffina il look e le parole. Non ne snatura però la radice surreale, italianissima, sofisticata ereditata dal cantautorato italiano. “Ci sono tanti artisti – aggiunge Erica – che mi hanno segnata. Sicuramente i grandi cantautori italiani come Franco Battiato, Francesco Guccini, Sergio Endrigo sono i responsabili del mio amore per le parole in musica. Amo il modo in cui Corinne Bailey Rae tiene il palco durante i live ed è un modello che sotto questo aspetto sento vicino a me. Ma potrei continuare con esempi all’infinto! Per quanto riguarda i pugliesi, sicuramente le canzoni di Modugno hanno segnato la mia infanzia, così come le trasmissioni televisive pregne di musica di Renzo Arbore”.

E dire che Erica, classe 1990, non era ancora nata ai tempi di Quelli della Notte. Ma la Puglia è anche il luogo dove ha scelto di continuare a vivere, nel quale studia (Lettere e Filosofia alla Facoltà di Bari), dalla quale arriva l’ispirazione. La Puglia è anche il luogo della continua scoperta: “Trovo sempre posti nuovi. Posti che vorrei visitare, e altri di cui non conoscevo l’esistenza. Mi piacerebbe andare a Presicce, nel Salento, mentre l’ultimo paese in cui sono stata è Cisternino, che tra l’altro è abbastanza vicina a casa mia, ma non mi era mai capitato di visitarlo. Ho ripetuto talmente tante volte ma perché non andiamo mai a Cisternino? che l’estate scorsa siamo andati lì a pranzo con la mia famiglia, ed è nato uno dei ricordi più belli che ho”.

Le parole di Erica sottendono una sincerità disarmate. È come se avesse conosciuto il successo troppo giovane per crearsi delle barriere. “Questa estate – aggiunge – continuo il tour estivo di Contro le onde, che tra l’altro farà tappa anche il 20 agosto ad Oria. Poi in autunno con la mia band faremo alcune date all’estero e nel frattempo sto già cominciando a raccogliere le idee per il nuovo album. Cominceremo a lavorarci a breve e non vedo l’ora!”. E per il futuro cosa speri? “Tanti giorni diversi, con due cose sempre uguali”. Una delle due, c’è da scommetterlo, deve essere la musica.

Questo articolo è uscito ieri su Repubblica Bari 

 

 

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