Donne, In edicola, In libreria, Moda, Moda e Stile, niente, Polvere, Puglia, Taranto, The Meaning, Tutto

La moda classica di Mario Chiarella

Questa è la storia di un bambino che ogni settimana aspettava la paghetta per comprarsi la bibbia degli appassionati di moda, Vogue. Di un bambino che passeggiava per le strade di Giovinazzo, paesone del barese dove ancora oggi trascorre le vacanze e torna appena può, e intanto sognava le boutique di Roma e di Milano. Sognava di fare lo stilista, di vestire con grazia e con eleganza le donne di tutto il mondo per trasformarle in principesse

Questa è la storia di un ragazzo con i capelli corti, la montatura degli occhiali vistosa, la barba curatissima. È la storia di Mario Chiarella, classe 1981, che dopo essersi diplomato presso l’Istituto Callegari di Bari, aver vinto il concorso Riccione Moda Italia e Il nuovo stilista italiano, indetto proprio dall’amatissimo Vogue, ha creato nel 2013 il brand che porta il suo nome e che, dopo essere stato selezionato e presentato l’estate scorsa sull’importante passerella per nuovi talenti Who is on next?, festeggia adesso i due anni.

“Spesso mi chiedono come è nata la mia passione per la moda” esordisce, mentre mi guarda con una faccia da divo anni Cinquanta, le sopracciglia ben delineate, il mento con la fossetta. Ha modi gentili, la voce decisa di chi è abituato a collaborare, ma non a scendere a compromessi. “Sinceramente non saprei dare una spiegazione, molto probabilmente è nel mio DNA. La mia famiglia è semplice, a casa mia non c’era aria di moda, ma io ho sempre voluto fare lo stilista. A ventidue anni ho cominciato a lavorare presso una grande azienda di bianco sposa a Trani e, dopo Riccione Moda, il direttore artistico di Gattinoni Guillermo Mariotto, mi ha proposto di diventare il suo assistente”. Dopo quattro anni di lavoro l’esperienza però è già al termine: “Volevo andare a Milano – ricorda – e provare a camminare sulle mie gambe. Tutti miei progetti futuri si concentrano, e si sono sempre concentrati, da sempre sulla medesima cosa: continuare per la mia strada non smettendo di sostenere con determinazione il mio talento e il mio lavoro. I tempi che stiamo attraversando sono particolarmente difficili, ma per fortuna ho un carattere forte e sono molto ottimista”. Il carattere forte si affaccia anche qui e lì nel suo look, studiato in un modo attento, con quell’ossessività delicata capace di creare armonia. “Per me – continua – la moda è arte. Esattamente come un artista esprime le sue emozioni sulla tela, così uno stilista cerca di trasmettere la sua creatività e i suoi sentimenti attraverso un abito. Nei miei lavori metto una grande ricerca nei volumi e nei materiali che danno vita a una nuova couture tutta made in Italy”. Guai a chiedergli però di scegliere un capo-immagine. “Amo il mio lavoro, e anche per questo è difficile dire se preferisco un vestito a un altro. Ognuno dei miei abiti ha da raccontare una storia. Sembrerà assurdo, ma io li considero tutti come dei figli”.

L’ispirazione classica è onnipresente, declinata in movimenti di sovrapposizione e in spettacolari giochi di colore. Ma, a guardar bene, in controluce si rintraccia silenziosa la Puglia: l’ondeggiare sinuoso di certe comari, i movimenti di sovrapposizione delle onde del mare, i colori vivaci dei campi in primavera e in estate. Le radici classicheggianti sono caratteristiche del background di Chiarella, che fra gli stilisti preferiti mette Giambattista Valli (“amo la sua couture, i suoi abiti sono ricchi sia per i materiali che per le linee e mettono in evidenzia una femminilità sofisticata”) e fra i must have cita la tradizionalissima petite robe noire firmata da Coco Chanel.

“Fuori dalla mia finestra – racconta – trovo sempre un cielo stellato che amo molto guardare, e che mi aiuta a sognare. Sono un grande osservatore e prendo spunto da tutto quello che mi succede: una frase letta in un libro, un film, una carezza, un bacio, una delusione, una poesia. Tutto può trasformarsi in abito. Se la mia collezione fosse un profumo, viste le mie origini sicuramente sarebbe quello del mare, fresco e delicato. E il colore sarebbe il bianco, che in teoria rappresenta l’equilibrio perfetto. È l’insieme di tutti i colori, è pura luce”.

Anche se non vuole svelare molto rispetto ai futuri progetti, Chiarella adesso è in ferie nella sua Giovinazzo. In fondo, se (a volte) lo stile non va in vacanza, gli stilisti hanno bisogno di una pausa in quel tran tran di collezioni frenetiche, cortocircuiti di moda e di desideri che è la loro routine. “Il mio pensiero – ammette – è però alla collezione autunno/inverno 2014-15. Per i modelli mi sono lasciato guidare dal mondo delle favole, cercando di dare forma alla principessa che è in ogni donna”. Parole simili furono pronunciate da Christian Dior nel 1947, quando organizzò la sua prima sfilata, che lo rese celebre nel mondo e inaugurò il new look. Allora, il grande stilista francese spiegò proprio come il tentativo declinato in ogni abito fosse quello di restituire bellezza ed eleganza alle donne martoriate dalle sofferenze e dalle miserie della guerra. Fu un successo. E oggi più che mai, forse proprio come all’epoca, abbiamo un disperato bisogno di bellezza e di sogni. In fondo, come diceva Oscar Wilde, “o si è un’opera d’arte o la si indossa”.

Questo articolo è uscito ieri su Repubblica Bari

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...