Tutto, niente

Un weekend, due film da dimenticare

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* naturalmente contiene spoiler *

Fa freddo. La soluzione migliore per trascorrere il tempo, oltre alla lettura compulsiva, è guardare film (compulsivamente). E allora, questo fine settimana è stato il momento di due pellicole super pompate.

Still Alice – dramma su una rara e precoce forma di alzheimer che colpisce la 50enne Alice Howland, moglie, madre e professoressa di linguistica alla Columbia University di New York – e Gemma Bovery – commedia francese sulle tracce del romanzo di Flaubert (che probabilmente si starà rivoltando nella tomba).

La prima pellicola, Still Alice, racconta il dramma dell’alzheimer, delle parole che non ci sono più, e vanno via con i ricordi, le emozioni passate, la coscienza di sé. Ha un forte impatto emotivo: tutti abbiamo in famiglia qualcuno che soffre o ha sofferto di alzheimer. Tutti temiamo che un giorno la cosa più importante che abbiamo, la nostra memoria e il nostro cervello, che ci ricordano chi siamo e che sono appiglio in tutte le burrasche (sentimentali ed economiche in primis), si disintegrino come sabbia, nel vento. L’interpretazione della Moore è naturalmente travolgente. Ma non basta. La pellicola si ferma a un battito di farfalla (riferimento non casuale, se guarderete il film capirete perché): è superficiale nel momento in cui dovrebbe affondare, lascia a un finale codardo la sospensione della storia (il marito che insegue la carriera molla la moglie a NY per il Minnesota, mentre la figlia con aspirazioni artistiche torna dalla California per prendersi in carico la madre a dimostrazione che l’amore filiale non ha secondi: dunque fatevi figli per garantirvi una buona vecchiaia). Davanti ai titoli di cosa ci si chiede: ma questa storia, questa storia qui che parte da un dramma così toccante, che cosa vorrebbe dire alla fine? Avevano grandi attori, grande budget, ma non sono che rimasti (purtroppo per noi spettatori illusi dalla pubblicità e da alcune entusiaste recensioni) in superficie.

Gemma Bovery è una commedia da quattro soldi: c’è la bella Gemma, inglese interpretata dalla bomba sexy Gemma Arterton, che arriva con il marito Charlie in Normandia e trascorre il suo tempo in modo esemplare: ingozzandosi di pane (il potere dei carboidrati, che sulle sue forme però non hanno conseguenze), intessendo una storia con un giovane locale (Hervé/Rodolphe), rompendo definitivamente con una vecchia fiamma, morendo infine, non suicida ma per un gioco degli equivoci: strozzata da un pezzo di pane (!). Si tratta naturalmente di una pellicola tratta da un libro (anche perché ormai al cinema non arriva mezza idea originale), o meglio della graphic novel omonima realizzata dalla fumettista inglese Posy Simmonds. Se non avete intenzione di imparare qualche trucco da utilizzare quando vostro marito va momentaneamente a Londra, o non avete in programma di sedurre un qualsiasi minorenne sulla vostra strada, potete anche lasciare perdere. Non fatevi trarre in inganno dalla pubblicità a tutto schermo su Repubblica.it

Still Alice 7/10

Gemma Bovery 6/10

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