Sulla via Francigena, fra colombe e uova al cioccolato

“Se il tempo restasse così sarebbe perfetto”. Francesca alza lo sguardo al cielo speranzosa. Parla un italiano senza inflessione. Ha lunghi capelli scuri, un piercing al centro delle labbra. Non deve avere neanche venticinque anni. Il figlio di sei mesi, Nicolas, lo tiene in braccio. Lui sta placido, il succhiotto in bocca, l’aria docile che hanno i figli delle persone serene.

Francesca, che è amica di una mia lontana cugina e mi ha domandato ospitalità, viene da Lugano. È arrivata a Lucca insieme al compagno e a una coppia di amici ieri sera. Questa mattina, il giorno di Pasqua, partirà alla volta di Siena. A piedi. Per percorrere la via Francigena. “Veniamo dalla Svizzera, abbiamo fatto nove ore di treno – mi spiega, mentre il piccolo socchiude un po’ gli occhi – con un unico progetto: percorrere per l’intera settimana il tratto toscano della via romea”. Ci sarebbe da stupirsi, se questa non fosse ormai una realtà in ascesa: sono circa 150 mila i pellegrini che nel 2014 hanno attraversato per il medesimo motivo la Toscana, e per il 2015 si stima un aumento del 20%. Una fede che si traduce in un ottimo business. Secondo recenti stime, ha contribuito al Pil toscano per 24 milioni di euro. Niente male, per una cosa partita così in sordina. Non male soprattutto perché Lucca, incastonata nel cuore della Toscana, è spesso una tappa obbligata: “abbiamo scelto di partire da qui – continua lei, dando voce allo spirito di questo gruppo squinternato, tutto dreadlocks e orecchini, che più che da una parrocchia pare uscito da un centro sociale – perché molti pellegrini, che già avevano fatto questo viaggio, ci avevano parlato della città come un gioiello, e perché volevamo vedere il Volto Santo. Certo, non abbiamo molto tempo a disposizione, ma è pur sempre abbastanza”. Il tragitto di Francesca, che è simile a quello di molti altri viaggiatori, ha sei tappe. La prima è Altopascio: 16 km, venti minuti in macchina dal centro storico, che a piedi si trasformano in una camminata di oltre tre ore. La passeggiata, come la chiama lei, in totale supera i 100 km. Niente in confronto al percorso ufficiale, quello che parte da Canterbury e giunge a Roma: 2000 km e 79 tappe che coinvolgono Gran Bretagna, Francia, Svizzera e Italia. Il tracciato italiano è molto ben articolato, passa per 7 regioni e 140 comuni, con 44 stazioni. L’attraversamento della Toscana sfiora 38 comuni ed è lungo 370km. “Oltre la città, abbiamo segnato come punti da vedere la Pieve di Capannori, la Badia di Pozzeveri, la chiesa di S. Jacopo e il centro storico di Altopascio” continua Francesca, mostrandomi un quadernino. Aspetto che tiri fuori un computer, o almeno uno smart phone, per farmi vedere il tragitto, ma lei estrae come un prestigiatore dalla borsa solo un’enorme mappa. “Ecco, vedi, cammineremo così” mi spiega, disegnando con l’indice una linea orizzontale. “Oggi, per pranzo, saremo qui” conclude, portando il dito su un punto indistinto che potrebbe essere una via di campagna o anche soltanto una strada in cemento. Poi mi sorride, complice: “Pensaci all’ora di pranzo, quando sarai davanti alla colomba e alle uova di cioccolato. Noi ci portiamo dietro solo il Pane dei Santi. In fondo è Pasqua, no?”.

Questo articolo è uscito oggi nella mia rubrica domenicale su Il Tirreno.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...