Lucca/Chengdu: un futuro senza macchine

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In Cina c’è una città che si chiama Chengdu. Ha oltre 14 milioni di abitanti, ed è considerata come uno dei più importanti centri economici del Paese (e dunque del mondo). A tre chilometri da Chengdu due architetti americani, Adrian Smith e Gordon Gill, stanno lavorando da anni a un piano che sarà completato nel 2020: una città satellite autosufficiente, ecologica, e nella quale le automobili saranno del tutto bandite. La città sarà grande 1,3 chilometri quadrati ed è stata progettata perché “ogni destinazione sia raggiungibile in 15 minuti a piedi”.

Avevo letto di Chengdu su un giornale diversi anni fa, e mi era parsa un’utopia: davvero nel mondo poteva esserci posto per un luogo completamente privo di vetture? Mi sembravano già stupefacenti i tentativi di quelle grandi metropoli che provavano a rendere un po’ più “car free” le loro città, come Madrid, Parigi, Helsinki, Amburgo, o come (a casa nostra) Milano che per rendersi un po’ più ecologica offre per chi lascia a casa l’auto dalle 7.30 19.30 un voucher gratuito per i mezzi pubblici di € 1.50. Avevo smesso quasi subito di pensare a Chengdu, considerandola come una cosa impossibile; qualche giorno fa, però, l’ho incontrata di nuovo su una rivista inglese. Era un piccolo trafiletto che ne parlava raccontando come il sogno fosse ancora in progress, ma prossimo a destinazione. Questo è bastato per accendere la mia fantasia: non viviamo in fondo a Lucca, in un luogo dove tutto  (nel centro storico almeno) è raggiungibile con 15 minuti a piedi? E allora perché il nostro centro è invaso da vetture che ne deturpano le strade e le piazze, rendendo la bellezza intrinseca del centro uno scenario post-provincial-moderno? Perché non bandire – incominciando almeno da una volta al mese – a tutte le vetture l’ingresso in centro storico, trasformando in un gioiello dell’ecologia e della sostenibilità la nostra città? Il ritorno a livello di pubblicità nazionale e mondiale sarebbe incredibile: mentre in Cina sono costretti a disegnare a tavolino un centro adatto a questo tipo di vita, la Toscana lo ha nel sangue, nella sua storia antica: in Lucca!

Per curiosità, sono andata a cercare il progetto dei due architetti americani. Se avrete la possibilità di guardarlo dall’alto, resterete sorpresi: assomiglia in modo sorprendente alla pianta di Lucca. Certo, il reticolo stradale è molto più ordinato – non c’è quella magica poesia che rende il nostro un intricato labirinto – ma c’è una grande piazza centrale (il nostro anfiteatro), un cardo e un decumano (via Fillungo-via Cenami, e via S.Paolino-via Roma), una serie di strade che attraversano in modo ordinato (e ortogonale come accade a Lucca) il centro. C’è una sorta di perimetro esterno (le mura!) e intorno dei bellissimi parchi (i baluardi e il perimetro che circonda l’anello del centro). Insomma, a guardare questo prototipo di città – che, a detta dei suoi ideatori, potrà essere proposta in qualsiasi parte della Cina e del mondo – le similitudini sono sorprendenti, come il desiderio di uno dei Paesi più inquinati e inquinanti al pianeta di creare un’oasi verde capace di alimentare quello che può sembrare un sogno del mondo frenetico di oggi. Attenzione: non parliamo di una città con 8mila abitanti come il centro storico di Lucca, ma di una che ospiterà circa 30mila famiglie, per un totale di 80mila persone. Esattamente quante la nostra città ne comprende con tutti i quartieri periferici! Potrebbe sembrare una follia, e invece nella “Chengdu ecologica” si potrà procedere a piedi, in bicicletta, con i mezzi pubblici. E dunque niente parcheggi, ma spazi per stare insieme, navette per spostarsi, aria pulita. Ecco. Lo stesso che potremmo e dovremmo proporre per il nostro centro storico perché sacrificare la comodità potrebbe dare origine a una delle più grandi aeree pedonali di tutta Europa, generando non solo curiosità e interesse, ma anche dando il via a un processo di trasformazione ecologica di cui Lucca può e deve farsi portabandiera. In fondo, perché non cominciare dalla sostenibilità (anche per dare limpida l’idea che l’amministrazione comunale abbia un’idea del nostro futuro)?

Lucca

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