Buoni (e lucchesi) propositi per l’anno nuovo

Lucca_labirinto

La fine di un anno è sempre tempo di bilanci. Ci si chiede se si è fatto abbastanza, se si è amato, letto, visto e viaggiato quanto si sperava. Se si è stati felici. Da una parte ci sono le cose che ci si auguravano il trentuno dicembre, pochi minuti prima dell’arrivo del nuovo anno, da una parte l’incontestabile realtà dei fatti. Per questo è così struggente, a volte, guardarsi dietro le spalle.

Molto diverso è, invece, fare il “bilancio del cuore” di una città. Un bilancio che naturalmente ha pretese esclusivamente di imparzialità e soggettività, e che viene dettato non tanto dal cervello quanto dall’istinto.

Dire che questo 2015 sia stato per Lucca un anno denso di sorprese, sarebbe una bugia. Il copione degli ultimi dodici mesi è stato abbastanza scontato, se non altro perché si ripete identico da svariati anni. I soliti eventi (Lucca Comics, Lucca Summer, Photolux, Desco), le medesime polemiche (D’Alessandro e Tambellini, il flusso dei Comics, il settembre lucchese che non si rinnova, gli spazi in eccesso occupati dal mercato d’antiquariato, il futuro del mercato del Carmine, ecc.).

Le sorprese sono arrivate dal mondo della musica, che è andato a battesimo prima con l’inutile polemica relativa al pianoforte di Puccini (non spenderò una parola di più, perché chiunque ne è ben al corrente) dunque con la seconda sconfitta della città, candidata senza un minimo di preparazione come si fa con qualcosa quando deve fallire, a “città creativa della Musica”. Ed è così che la città del Maestro, la città del conservatorio, la città della musica nelle piazze e del jazz, la città senza un auditorium, si è trovata rimandata. Bocciata non solo nella musica, ma anche nell’inquinamento e nella sicurezza. Già, perché le notizie dell’anno – forse perché sono anche quelle temporalmente più vicine – appaiono senz’altro due: l’allarme smog che ha prodotto quel caos comico che è le targhe alterne (poi mi direte che ci viviamo a fare in provincia se neanche l’aria è buona!) e la spropositata crescita dei furti che dalla Piana al centro storico hanno rovinato le feste a decine di persone. “Non vado da nessuna parte, neanche a Capodanno, perché ho paura dei ladri”. Frasi così ne ho sentite a decine, e devo ammettere di non essere neanche rimasta sorpresa perché, alla fine, il quadro generale è decisamente preoccupante. In ogni caso: basta con il pessimismo. Siamo alla fine dell’anno e dunque un po’ di (sano?) ottimismo è certamente necessario. Se non altro perché, come era solito dire Ennio Flaiano (motto che ho preso come mantra quotidiano per l’anno appena trascorso), “coraggio, il meglio è passato”. E dunque, anche se il turismo non crolla, ma tremolante resiste e viene declinato in un proliferare inesauribile di nuovi ristoranti e locali poco sostenibili e molto fast (che durante l’interno, come orsi, vanno in letargo), la buona notizia è che Lucca è ancora qui. Vive e lotta con noi. Lucca con il suo incrollabile sistema di poteri e di interessi sotterranei. Lucca con le botteghe che sono uguali da cinquant’anni. Lucca con le stesse facce sempre e comunque, con il sole e con la nebbia e con lo smog. Lucca. Ecco: la cosa positiva è che siamo qui. E che ci siamo trovati uniti all’indomani degli attentati parigini, e che ci siamo dimostrati più fratelli alle Tagliate di quanto non sia successo negli anni passati.

E allora, cosa augurarsi per il 2016? Per dirla con le parole dell’imbattibile Mark Twain: “Il capodanno è il momento per fare i vostri buoni propositi. La settimana successiva potrete cominciare a piastrellarci la strada per l’inferno, come al solito”. Dunque, impegnatevi. Prendete carta e penna. Fate la lista di come vorreste il vostro anno nuovo. E, se vi avanza tempo, provate anche a fare delle proposte per la città. Ce ne dimentichiamo ma la città, oggi più che mai, siamo noi. E dunque smettiamo di lamentarci se niente cambia. Smettiamo di dare la colpa all’amministrazione comunale. Proviamo a cambiare le cose. Questo, almeno, è un mio proposito per l’anno nuovo. E non darò retta a Twain. Poco importa se questi miei buoni e lucchesi propositi costruiranno la mia personale strada per l’inferno. Almeno ci avrò provato. E voi?

Questo articolo è uscito oggi su Il Tirreno, nella mia rubrica “A proposito di Lucca”. 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...