Tutto, niente

Anche a Lucca arriva il gay pride. Finalmente.

  
Finalmente anche a Lucca arriva il gay pride. Non è solo l’azzeccatissimo slogan della manifestazione, ma anche quello che decine di lucchesi questa mattina penseranno venendo a conoscenza di questa temeraria, giusta iniziativa portata avanti dal neonato Centro Gay Lucca. Nella città dove nel 2003 la vetrina della libreria Baroni fu sfasciata da dei nazifascisti, perché fra quelle mura si erano tenuti degli eventi culturali considerati di orientamento omosessuale, arriva il corteo pacifico e festoso che dal 1969 non ha smesso di attraversare il mondo. Da New York a Londra, passando per la cattolicissima Roma e Madrid, il gay pride sfilerà adesso nella nostra Lucca per ricordarci che è il momento di prendere per l’Italia (o, meglio, per il Senato) una posizione definitiva che traghetti il nostro Paese nel 2016. Alla base della marcia – che nel medesimo giorno si terrà anche in numerose città toscane e italiane – ci sono le fondamenta di ogni rapporto umano basato sul rispetto e la comprensione. Alla base di ogni gay pride infatti si trova la certezza che le persone dovrebbero essere fiere di ciò che sono, che la diversità sessuale è un dono e non una vergogna, e che l’orientamento sessuale e l’identità di genere sono innati o comunque non possono essere alterati intenzionalmente.Ricordo ancora quando, a dodici anni, mi trovai nel cuore di Londra davanti alla manifestazione più colorata, festosa, libera che avessi mai visto. Fu un’esplosione di allegria, di gioia, di sicurezza: c’erano migliaia di persone, sfilavano intorno a carri fantasmagorici con costumi colorati, eccessivi, si tenevano per mano e si baciavano. Erano uomini che baciavano uomini. E donne che baciavano donne. Per me fu la scoperta che un mondo ben lontano dalle scuole cattoliche che avevano frequentato, dal perbenismo e dalla moralità rigorosa con la quale ero cresciuta (e per la quale perfino tenersi per mano poteva risultare eccessivo) esisteva. Ed esisteva nel rispetto della persona, nella pacifica e giusta convivenza. Da allora molti gay pride ho visto, e a molti gay pride ho partecipato con la ferma convinzione che l’amore non abbia sesso, e che nessuno possa permettersi di giudicare il cuore di un altro.

  Sfruttiamo questa occasione per creare dibattiti nelle scuole, nelle librerie, nei consultori. Sfruttiamo il gay pride per fare informazione. Smettiamola di nasconderci dietro il mistero che avvolge questo tema, che non è più tabù in nessun posto del mondo. Lucca e’ più avanti di quello che pensiamo. Lo hanno dimostrato limpidamente i ragazzi del Centro Gay Lucca (capitanati da Paolo Buoncristiano, mio compagno di classe alle elementari dalle suore Dorotee che ha avuto il coraggio e la forza di imbarcarsi in un’impresa tutt’altro che semplice). Lo hanno fatto con una candid camera girata sulle mura: due lesbiche straniere mostravano a dei lucchesi, fingendo di cercare il B&B cui erano dirette, la lettera del proprietario che vietava loro di andare perché “malate, perché omosessuali”. Andate su internet, e guardate questo video toccante e divertente. Capirete che la sensibilità e la comprensione non hanno età. Adesso c’è da rammaricarsi solo che ci sia poco tempo per organizzare la marcia come si deve, e per fare di questo primo gay pride lucchese un evento epocale. L’augurio e’ che il Comune permetta al corteo pacifico di attraversare la città, e soprattutto che i lucchesi partecipino numerosi. Lasciandosi per una volta alle spalle il consueto atteggiamento finto borghese. I tempi, finalmente!, sono cambiati. Sfiliamo insieme per il nostro amore, e perché nessuno (amici, conoscenti, parenti) venga penalizzato per seguire il suo cuore. 
ne che l’amore non abbia sesso, e che nessuno possa permettersi di giudicare il cuore di un altro.
Sfruttiamo questa occasione per creare dibattiti nelle scuole, nelle librerie, nei consultori. Sfruttiamo il gay pride per fare informazione. Smettiamola di nasconderci dietro il mistero che avvolge questo tema, che non è più tabù in nessun posto del mondo. Lucca e’ più avanti di quello che pensiamo. Lo hanno dimostrato limpidamente i ragazzi del Centro Gay Lucca (capitanati da Paolo Buoncristiano, mio compagno di classe alle elementari dalle suore Dorotee che ha avuto il coraggio e la forza di imbarcarsi in un’impresa tutt’altro che semplice). Lo hanno fatto con una candid camera girata sulle mura: due lesbiche straniere mostravano a dei lucchesi, fingendo di cercare il B&B cui erano dirette, la lettera del proprietario che vietava loro di andare perché “malate, perché omosessuali”. Andate su internet, e guardate questo video toccante e divertente. Capirete che la sensibilità e la comprensione non hanno età. Adesso c’è da rammaricarsi solo che ci sia poco tempo per organizzare la marcia come si deve, e per fare di questo primo gay pride lucchese un evento epocale. L’augurio e’ che il Comune permetta al corteo pacifico di attraversare la città, e soprattutto che i lucchesi partecipino numerosi. Lasciandosi per una volta alle spalle il consueto atteggiamento finto borghese. I tempi, finalmente!, sono cambiati. Sfiliamo insieme per il nostro amore, e perché nessuno (amici, conoscenti, parenti) venga penalizzato per seguire il suo cuore.

Questo articolo è uscito oggi su Il Tirreno.

 

 

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