Donne, Tutto, niente

Questioni di sesso. Ma non troppo.

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Istantanee dall’Italia. A Mugnano, paesone della periferia napoletana, si suicida Tiziana Cantone, 31 anni, protagonista di alcuni video osé privati diventati virali dopo essere stati postati su internet. In una discoteca vicino Rimini, una 17enne ubriaca viene violentata in bagno; le amiche riprendono la scena arrampicate sulla porta, e lo inviano a dei contatti WhatsApp.

Fra questi due fotogrammi resta compressa l’Italia degli ultimi giorni, impreparata e sconvolta da episodi che raccontano la devastante potenza della rete e obbligano tutto il Paese a confrontarsi con il “bigottismo” imperante denunciato da Roberto Saviano, l’incapacità della legge italiana di comprendere e gestire la privacy online, la percezione della sessualità delle nuove generazioni e l’utilizzo spesso incredibilmente superficiale delle nuove tecnologie.

“Ormai – commenta la giornalista Ritanna Armeni – è necessaria una norma, valida anche a livello internazionale, che garantisca non solo il diritto all’oblio, ma anche il diritto alla cancellazione di immagini che l’interessato ritenga lesive della propria dignità. Si tratta sicuramente di obiettivo difficile, ma è arrivato il momento di metterlo tra le priorità”.

La storia di Tiziana, che si è trovata intrappolata in quei video e nelle seguenti feroci critiche e prese in giro, dimostra come ci voglia poco, pochissimo, per distruggere la reputazione di una persona. “Servono proposte concrete. La mia – spiega la scrittrice Melissa Panarello – è un’ora di educazione sessuale alla settimana nelle scuole  per insegnare ai ragazzi non come fare sesso, ma a rispettare le altrui sensibilità, e a considerare la vita e il piacere come qualcosa di libero dal pregiudizio”. Anche per Cristina Obber, attivista e scrittrice, tutto passa dalla formazione dei giovani: “Propongo di organizzare nelle scuole, dalle materne all’Università, dei gruppi di ascolto e dei dibattiti che abbiano come centro gli stereotipi di genere, lo stupro, il femminicidio, il cyberbullismo e gli adescamenti online”. L’ascolto e la formazione, anche rispetto a temi apparentemente collaterali, sono parte del medesimo problema cui adesso ci troviamo a dover fornire risposte. Fra un fotogramma e l’altro, con la speranza che nulla si ripeta.

Da oggi, su Gioia.

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