irene brin, Tutto, niente

Il Mondo di Irene Brin: a Roma, il 16 febbraio

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Il Mondo di Irene Brin:
l’arte, la moda, la scrittura

Venerdì 16 febbraio 2018
ore 18, Sala delle Colonne
Ingresso libero

Intervengono
Andrea Lupo Lanzara, vicepresidente Accademia Costume & Moda
Bonizza Giordani, accademia Costume & Moda
Claudia Palma, direttrice Fondo Bioiconografico Galleria Nazionale
Sofia Gnoli, giornalista de La Repubblica
Flavia Piccinni, scrittrice
Letture dell’attrice Eliana Miglio

“C’è una Irene Brin bionda, diafana e trasparente come una guaina di cellofan e ce n’è un’altra bruna, compatta e notturna come un’ala di corvo. Ce n’è una classicheggiante, rotonda e compiuta come una quaglia; e ce n’è un’altra gotica, sottile e ritorta come un serpente. La Irene bionda parla, si veste e perfino pensa in maniera molto diversa dalla Irene bruna; la Irene rotonda si muove, si pettina e perfino scrive in maniera molto diversa da quella sottile” notava Indro Montanelli, raccontando il misterioso camaleontismo dell’autrice di origini liguri.
Negli anni, decine di artisti e di scrittori hanno provato a svelare l’indole inafferrabile e misteriosa di Irene Brin, protagonista del Novecento poi inspiegabilmente dimenticata.
Adesso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, che ospita il Fondo Irene Brin, Gaspero del Corso e l’Obelisco, dedica alla scrittrice e giornalista un pomeriggio per svelarne il poliedrico talento.
Nel corso della sua vita, Irene Brin fu infatti giornalista, scrittrice, gallerista, esperta di buone maniere e di pessime abitudini. Meglio di chiunque altro seppe raccontare con spietatezza e ironia il nostro Paese nel dopoguerra, spiegando agli italiani l’educazione, il gusto e lo stile. Incantò Leo Longanesi e Luigi Pirandello, scoprì Renzo Vespignani e Giacomo Balla, fu madrina del primo Pitti nel 1951 e divenne la prima corrispondente italiana per Harper’s Bazaar. Proprio per illustrarne la straordinaria complessità, figure apparentemente diverse si ritrovano per restituire luce al mosaico della sua incredibile esistenza. Al centro dell’incontro ci sarà la raccolta Il Mondo, recentemente pubblicata da Atlantide Edizioni, che per la prima volta raccoglie in un unico volume una selezione degli scritti firmati da Irene Brin nel corso della sua intera vita.

L’incontro: un pomeriggio con Irene Brin
All’incontro interverrà Andrea Lupo Lanzara, vicepresidente Accademia Costume & Moda che ospita il Premio Irene Brin, per raccontare il legame della giornalista con la moda e Bonizza Giordani, Accademia Costume & Moda, che ne svelerà il talento poliedrico. Claudia Palma, Direttrice del fondo bioiconografico della Galleria Nazionale, si concentrerà sul fondo Irene Brin, Gaspero del Corso e l’Obelisco per svelarne il legame con l’arte. Sofia Gnoli, giornalista de La Repubblica, affronterà il suo talento di giornalista di costume, mentre Flavia Piccinni, scrittrice e curatrice de Il Mondo, si concentrerà sul suo talento di narratrice. A scandire l’appuntamento ci saranno le letture della nota attrice Eliana Miglio, che per l’occasione interpreterà anche un brano inedito di Irene Brin.

Il libro: Il Mondo di Irene Brin (Atlantide Edizioni)
Da Coco Chanel a Greta Garbo, da James Joyce ai principi Mdivani, passando per luoghi culto come il Florida di Roma o le Giubbe Rosse di Firenze, e per attività perdute quali la Casa Line o la Cas Pas, Irene Brin ne Il Mondo (Atlantide, 2017) si mostra non solo la brillante autrice de Il Galateo e del suo dizionario, assunto come classico da migliaia di lettrici e appassionate, ma anche un’autrice dalla prosa raffinata ed elegante.
L’ampia scelta di racconti e articoli suggerita dalla scrittrice e giornalista Flavia Piccinni attraverso le prime edizioni di Usi e CostumiCose Viste, Le Visite e Il Galateo confermano come Irene Brin, ingiustamente dimenticata dopo la sua morte, non sia una semplice giornalista di costume, ma l’attenta interprete e protagonista di un preciso periodo storico. Una grande scrittrice che per la prima volta si svela attraverso un ritratto complesso, delicato e struggente, che ne mostra l’originale e moderno sguardo impietoso.

Hanno scritto del libro:

“Un libro che andrebbe studiato nelle scuole”
Natalia Aspesi, La Repubblica

“Lo sanno in pochi, ma gran parte dell’italiano migliore
che ancora oggi si scrive si deve a lei: Irene Brin”
Antonio D’Orrico, Sette, Corriere della Sera

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