Tutto, niente

Ah! Ernesto – Ah! Duras

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Se avete un figlio – ma anche un fratello, un nipote, un cugino o semplicemente un bambino a cui volete bene – avete adesso un imperativo morale: accompagnarlo a scoprire e leggere “Ah! Ernesto” di Marguerite Duras, appena pubblicato da Rizzoli con le illustrazioni di Katy Couprie (pp. 80, € 25).

Si tratta di una perla troppo a lungo dimenticata, in cui lo spirito sessantottino si fa fiaba per adulti e piccini. A firmarla è una delle più grandi autrici francesi del Novecento – come dimenticare “L’Amante” o “L’Amante della Cina del Nord”? – che accompagna il lettore nella storia del piccolo Ernesto, chiamato così in omaggio a Che Guevara. Ernesto, naturalmente, è un ribelle. Va a scuola per la prima volta, torna a casa e dice alla mamma: “Non andrò più a scuola. Perché a scuola mi insegnano cose che non so!”. Quando i genitori lo accompagnano dal maestro, non ha dubbi: a scuola lui non ci vuole andare “perché non ne vale la pena”. Perché le cose della scuola lui “le saprà”. La sua granitica convinzione è pura libertà, rifiuto dei valori prestabili, tentativo di ritrovare l’innocenza e il sé. “In un certo senso – ricorderà a proposito Marguerite Duras – Ernesto dice: mi insegnano il sapere ma non la conoscenza. O meglio, mi insegnano delle cose che non mi interessa sapere. In altre parole: non mi lasciano imparare a non imparare, a fare da solo”.

Il libro è un vero gioiello. Non potrà non conquistare gli appassionati di Marguerite Duras, che a chiusura del testo troveranno preziosi documenti: le lettere scritte a mano e a macchina dall’autrice, frammenti del dattiloscritto con le sue minuziose correzioni apportate a penna, e poi i toccanti ricordi dell’editore francese Francois Ruy-Vidal che le commissionò il libro (“leggendo Duras provavo ogni volta la stessa estasi che si avverte nel ritemprarsi e nel dissetarsi, perché mi sentivo perfettamente in sintonia con quanto scriveva”), la locandina originaria del film che, ispirandosi al testo, Marguerite Duras girò nel 1985 con Jean Mascolo e Jean-Marc Turine. Si tratta di Les Enfants. Ernesto venne salutato dalla critica Francese come “il nuovo eroe del cinema di Duras, un’intelligenza cava, come un iceberg”. Un’intelligenza ribelle. Modernissima. Da scoprire. Da amare.

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Su Il Tirreno, oggi, nella mia rubrica del lunedì Testi Tosti.

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