A proposito di Lucca, Toscana, Lucca, Tutto, niente, Vite Lucchesi

Ironia Lucchese, WOM Festival

 

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A volte le idee arrivano quando meno te lo aspetti. E pensare che un festival di musica indie potesse sbarcare a Lucca è forse qualcosa di imprevedibile quanto immaginare la facciata della chiesa di San Francesco popolarsi con le provocatorie immagini di Peter Greenaway e trovare una violoncellista tatuata nella locandina di Lucca Classica. Eppure Lucca – bigotta, addormentata, provinciale e anche un poco classista, avviluppata nella sua squisita borghesia di facciata e di maniera – si risveglia ogni giorno un poco più contemporanea. Il merito è anche di chi ancora non ha trent’anni (o trent’anni li ha fatti da poco) e sceglie la città delle Mura, la nostra città, per creare cultura e turismo. O, più semplicemente, per produrre movimento. È quest’ultima la massima ambizione di David Martinelli e Francesco Sala, che hanno sognato un festival per promuovere la musica. La musica suonata, quella dei concerti, degli artisti indie e anche un poco sconosciuti (ma non troppo). Da tre anni i due organizzano il WOM Festival che si tiene l’ultimo fine settimana di maggio a Villa Bottini, e declina la scena musicale italiana attraverso gruppi che a Roma come a Milano sono piccoli cult, ma faticano (nonostante spotify e la rete) a imporsi nella nostrana provincia.

“Tutto è nato – mi racconta David Martinelli – tre anni fa. Mentre io e Francesco sorseggiavamo l’ultimo gin tonic in piazza, abbiamo deciso che avremmo provato a colmare questo vuoto. Abbiamo cominciato facendo suonare Davide Toffolo e Luca Masseroni dei Tre Allegri Ragazzi Morti nel chiostro della biblioteca civica Agorà, registrando un meraviglioso sold out e oltre duecento partecipanti. Poi Sara Loreni e Lucio Corsi nell’angolo di un pub appena fuori dalle mura. Con l’arrivo dell’estate, abbiamo allestito una rassegna a cadenza settimanale nell’Ostello San Frediano, che ha visto esibirsi le band più interessanti della nuova scena indipendente italiana, tra cui Canova, Campos, Bruno Belissimo, Lemandorle. I ragazzi lucchesi hanno iniziato a partecipare sempre più, segno che la mancanza di questo tipo di spettacolo fosse marcata. Così abbiamo deciso di fare un passo ulteriore: un vero e proprio festival di musica indie italiana di tre giorni”. Arrivano a Lucca in molti, e tutto viene fatto in casa con il sostegno del Comune di Lucca e di pochissimi altri sponsor. Viene lanciata anche una campagna di crowdfunding online su Eppela. “A primavera – continua Martinelli, che ha anche il dono di un’ironia lapalissiana e un poco inconsapevole -, stare in un giardino ad ascoltare musica super-figa è la cosa più goduriosa che ci sia. Se non fosse stato per Lucca, forse, io e Francesco non ci saremmo mai decisi ad iniziare un percorso come quello di WOM. La città ha avuto un’enorme carica ispiratrice. In particolar modo durante i primi tempi era divertente andare a cercare spazi che potessero prestarsi per concerti o feste varie. Per me, non ridere, Lucca è una super top model. Se Intimissimi dovesse far indossare i propri capi ad una città, sicuramente sceglierebbe Lucca!”. Impossibile, naturalmente, restare seri davanti a risposte così. “Parlando dei suoi amministratori però – precisa Martinelli – sarebbe auspicabile che tutti gli spazi pubblici di competenza comunale come ville e auditorium fossero totalmente efficienti e a disposizione dei cittadini. Ciò non capita sempre, ma confido che, partendo dagli errori fatti in passato, l’amministrazione possa aver imparato e riesca a raddrizzare il tiro. Le premesse ci sono”. Una frecciatina sottile, sottilissima. “Anche per questo a Lucca non è facile parlare di scena musicale, soprattutto perché non ci sono spazi per farla maturare. Potremmo parlare di campionati di calcio se non ci fossero campi sportivi? Credo che il compito delle band o dei musicisti che vivono tale privazione sia difficile e debba vertere su una grande collaborazione”. Ovvero? “Semplice: “Io ho una band, tu hai una band, diamoci una mano a vicenda per esibirci e condividere il pubblico, più siamo meglio è!”. Ci sono molti progetti più che validi a Lucca, ad esempio, mi piace lo spirito di collaborazione tra Ciulla e Gionata, due promettenti cantautori che, tra l’altro, si esibiranno anche al WOM!”. Poi c’è Effenberg, altro cantautore lucchese. E lo stesso Martinelli, laureato in filosofia, è un musicista. “Da poco più di un anno vivo a Pisa, ma sono nato e cresciuto a Lucca. La mia formazione deriva per lo più dalle esperienze avute con i Gonzaga, la mia band, grazie alle quali ho avuto modo di conoscere le varie figure professionali che si muovono in questo mondo. Tanta curiosità e voglia di capirci di più, sbagli e figuracce con i professionisti, quelli veri, hanno fatto e stanno facendo il resto”. Un resto che si conclude a fine mese: “Se la voglia di vedere artisti del calibro di Donatella Rettore, Colapesce, Selton, Francesco De Leo non dovesse essere sufficiente, un lucchese dovrebbe partecipare per respirare un clima di festa e di novità, per campanilismo verso i musicisti autoctoni in programmazione, per vedere quanto sono geniali gli artisti che esporranno le proprie opere nell’Area Expo. Dovrebbe partecipare perché, se non lo facesse, molto probabilmente starebbe a casa a lamentarsi”. E cosa direbbe? “Non c’è mai niente da fare nella mia città, che noia, vorrei vivere a Berlino! E cos’è questo rumore? Via, chiamo la polizia!”.

Su Il Tirreno, nella mia rubrica “Vite Lucchesi”.

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